venerdì 28 maggio 2021

Finalmente l'esito del secondo tampone


Ho appena ricevuto l'esito del secondo tampone, quello per cui mi sono battuta per ottenerlo perchè le persone con cui ho parlato ieri al telefono per chiedergli se potessi uscire nonostante l'isolamento per ripetere il test anti-covid, senza rischio di sanzioni, mi hanno risposto che era inutile rifare un molecolare data la sua attendibilità al 100%, che l'assicurazione sanitaria francese li paga e quindi farlo sapendo già della mia positività era uno spreco.

Ma io non ci sono stata. Non ci sono stata perchè mi sembrava così assurdo che non ci ho creduto nemmeno un attimo di essere positiva al Covid19. E non perchè io sia immune o wonder woman, ma perchè di 4 persone, l'unica positiva ero io, che non esco neanche per lavorare e che le uniche passeggiate che faccio sono all'aperto e che se vado a fare la spesa disinfetto anche l'aria che respiriamo.

Certo, ne sono consapevole, la sfiga il più delle volte colpisce proprio chi fa moltissima attenzione ed è maniacale, ma io non mi sentivo positiva al mostro.
Chiamatelo sesto senso o come volete, ma è così e non ho fatto altro che ripeterlo.

Il risultato, avrete capito, è NEGATIVO!

Io, però, non ho festeggiato quando l'ho letto stamattina, ho pianto, di rabbia.
Perchè ancora una volta questo Covid mi ha tolto il tempo con chi amo e non lo accetto. 
Sono incazzata con il mondo intero e vorrei andare per vie legali per fare il culo a chi con leggerezza mi aveva condannato a 10 giorni di isolamento, ingiustamente.

E' assurdo.
SURREALE.

Ma io oggi sarei dovuta essere a casa con i miei genitori e invece sono qui a scrivere questo post che mai mi sarei sognata di scrivere.

E potessi, vorrei dire a quelle signore che ieri al telefono mi hanno trattata da pazza criminale che qui l'unico spreco è stato il mio viaggio mai fatto, il tempo perso dietro alle chiamate, il fastidio del tampone sfregato con forza che credevo mi sarebbe uscito dall'altro lato della testa, le valigie pronte, questo meraviglioso sole, l'abbraccio dei miei cari, ma soprattutto il tempo di Ginevra con i nonni, zii, cugini .

E poi, vorrei dire a voi, di non accettare una realtà che non sentite vostra, di andare a fondo nelle cose, perchè magari avrete torto, ma almeno ci avrete provato e non potrete avere rimorsi di coscienza.

A.

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